I MITI NORDICI di GIANNA CHIESA ISNARDI riassunto: Giganti Asi e Vani

Che cosa possiamo imparare da “I Miti Nordici” di Gianna Chiesa Isnardi? Ti faccio il riassunto di alcuni concetti.

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PANORAMICA

Come ho scritto in diversi altri articoli, se non sono tra quelli che ho eliminato, cambio continuamente idea sulle cose.
Non trovo pace nel cercare un modo di poter parlare in maniera esaustiva e piacevole – che mi dia soddisfazione – di ciò che mi interessa.

Non sono soddisfatto di come finora ho affrontato l’argomento libri.
Leggere e tenere in mano un libro mi piace tantissimo. Approfondire argomenti
attraverso la lettura mi da’ sempre nuove idee.
Però quando mi trovo a doverne parlare in un articolo come questo, fallisco
continuamente.

Oggi ci riprovo di nuovo variando ulteriormente la forma.
Mi sono chiesto: perché leggo un libro? Perché voglio imparare qualcosa.
Spesso ciò che rimane sono pochi concetti rispetto alla quantità di informazioni
lette.

Su questo punterò in questo articolo, su ciò che ho imparato leggendo il libro
“I Miti Nordici”.

È un’edizione del 2019 di Longanesi, la prima fu del 1991.
Il titolo è chiaro sul contenuto, tratta delle credenze dei popoli del nord Europa, scoperti tra l’VIII e l’XI secolo.

Cultura o miti che narrano di come è stato creato il mondo e
l’universo.
Parla delle divinità che popolano il cosmo e dei loro poteri.
Di come tutto ebbe inizio dal primo gigante che diede vita, più o meno consapevolmente, agli dèi, agli uomini e al mondo conosciuto.
Di come gli dèi si dividono tra Asi e Vani, questi ultimi a quanto pare offuscati nella tradizione dai primi.
Di come la stirpe dei Giganti fu relegata entro confini precisi del mondo e di come sia in continuo contrasto con gli Asi.

I miti parlano di come tutto faccia parte di un ordine cosmico ben preciso, tenuto in equilibrio dalla dualità che caratterizza questa era.
Dualità che qualche volta, molto semplicisticamente viene descritta come bene contro male.

Il libro inoltre parla di come la magia, anche attraverso le rune (una sorta di
alfabeto che alfabeto non è), fosse parte integrante della vita degli dèi, ma anche degli uomini e di come tutto fu spazzato via in qualche modo dall avvento del cristianesimo, dall’espansione del cristianesimo, che ha relegato tutto nell’ambito di credenze barbare e pagane.
Credenze provenienti da antichi racconti, almeno tanto quanto la Bibbia.

Perciò quando si sente parlare di Thor, di Odino, si pensa solo a uomini barbuti e muscolosi ai quali piace molto bere birra.
E se invece non fosse semplicemente così? Perché dovrebbero avere minore rilevanza nell’ambito della storia dell’uomo?
Però la storia si sa la scrive il vincitore.

Ciò di cui ti parlerò nella seconda parte dell’articolo riguarderà gli Asi, i Vani, i Giganti e cercherò di dargli una collocazione nell’ambito della mitologia norrena.

Inoltre ti dirò ciò che mi è piaciuto e ciò che non mi ha convinto del libro, non necessariamente legato al contenuto.

GLI ASI

Gli Asi sono le divinità supreme, signori del cielo che abitano in un luogo ben preciso e ben protetto dalle invasioni dei nemici.
Non sono immortali, vivono molto a lungo, ma possono essere uccisi.

Hanno la padronanza della magia e molti di loro hanno la facoltà di trasformarsi in animali.
Spesso viaggiano su mezzi speciali che gli consentono di viaggiare sia per terra, che per aria, che in acqua.

Odino tra questi è il padre degli dèi, signore della magia e delle rune, con il potere di influenzare cose ed eventi.
Odino però era anche un grande ingannatore, abile nel cambiare forma e travestirsi al solo scopo di raggiunngere i suoi obiettivi – e gli piaceva
anche bere.

Gli Asi avevano ben poco delle divinità che siamo abituati ad immaginare, cioè amorevoli, giuste e buone.
Gli Asi erano (o sono) guerrieri, ingannatori, che non esitavano ad eliminare il nemico – solitamente i giganti.

Spesso Odino per proprio vantaggio rubò degli oggetti, come ad esempio l’idromele – la bevanda divina che a quanto pare fu sottratta da egli stesso
ai Giganti.

Giganti sempre descritti come brutti, cattivi e in qualche modo stupidi, tranne per alcune rare eccezioni.

Gli Asi oltre a conoscere la magia, erano dotati di armi o oggetti con poteri speciali, forgiati dai Nani che erano degli abili fabbri.
Il famoso martello di Thor, la lancia di Odino che colpiva sempre il segno e la Spada di Freyr che combatteva la sola.

Gli Asi vengono descritti come i protettori dell’ordine cosmico, che combattono contro il caos e il male, al quale invece tendevano i Giganti.

I VANI

Dei Vani invece si accenna poco, si intuisce che erano potenti e abili tanto quanto gli Asi. Le due fazioni furono in guerra per lungo tempo, alla fine della quale raggiunsero una sorta di patto dove ci fu uno scambio reciproco di ostaggi.
Alcuni degli Asi passarono ai Vani e viceversa, integrandosi perfettamente tra l’altro, a riprova che erano molto simili.

Si parla poco dei Vani i quali erano più appartenenti alla terra.
Conoscevano le pratiche magiche e avevano poteri divinatori. Potevano prevedere il futuro.

I due fratelli Freyr e Freyja erano Vani passati agli Asi durante quello scambio di ostaggi che ti ho detto poco fa.

I GIGANTI

Passando ai Giganti invece, spesso dipinti come rozzi e ottusi, sono in realtà i progenitori di tutto il creato.

Ymir fu il primo Gigante dal quale venne letteralmente creato tutto il mondo e gli esseri viventi.
Da lui ebbe inizio ovviamente la stirpe dei Giganti, ma anche quella degli Asi e degli uomini.

I primi tre dèi, dei quali faceva parte Odino (e a quanto pare anche Loki) erano figli di uno dei primi Giganti.
Uccisero poi Ymir, dal cui corpo in decomposizione fu creato il nostro mondo.

I Giganti in quanto nemici degli Asi, erano spesso descritti come malvagi, ma allo stesso tempo erano anche sapienti e avevano il potere sugli elementi.
Dai Giganti si è potuta apprendere la magia, ma siccome nemici
degli Asi, furono confinati in luoghi remoti.

Il tutto alla fine del ciclo – di questo ciclo presumibilmente – terminerà con una grande guerra tra gli esseri mitologici, gli dèi, i Giganti, i demoni.
Al termine della quale i pochi sopravvissuti daranno il via a una nuova era.

L’ALBERO COSMICO

Prima di dirti cosa mi è piaciuto e cosa non mi ha convinto del libro, ti parlo di Yggdrasill, l’albero cosmico. A quanto pare è un albero divino che sostiene l’universo.
I suoi rami e le sue radici arrivano in ogni angolo del mondo e dell’universo.
Viene curato da tre esseri femminili – chiamate Norne – che sono anche coloro che assegnano i destini agli esseri viventi al momento della nascita.

Su quest’albero vivono molti animali, alcuni benevoli, altri che lo consumano.

MI PIACE

Il libro è un mattone di 700 pagine ed il bello è la quantità dei contenuti. Inquadrati in diversi modi nei vari capitoli vengono spesso ribaditi e approfonditi, andando poi a formare il puzzle totale.

Se come me non sei un esperto del mondo norreno, è sicuramente un ottimo modo per iniziare.
Anche con tutte le imprecisioni e le contraddizioni che caratterizzano lo studio dei testi antichi, quali sono quelli dai quali sono state tratte le informazioni contenute in questo libro.

La quantità delle informazioni quindi è ciò che apprezzo.

NON MI CONVINCE

Quello che invece non mi ha convinto è l’eccessiva presenza, in alcuni punti, di troppi elenchi nozionistici.
Elenchi estenuanti di nomi e luoghi che mi hanno sempre annoiato e fatto perdere la concentrazione da ciò che stavo leggendo.

A volte mi sono ritrovato di fronte a righe e righe di elenchi che il mio occhio saltava completamente, senza trattenere nulla.

Personalmente trovo molta difficoltà ad immagazzinare un’informazione che non è
contestualizzata o non ha un perché.

Buona lettura.

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Danilo

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