OLTRE SÉ STESSI di GIORGIO NARDONE e STEFANO BARTOLI: relazione libro

La relazione del libro OLTRE SÉ STESSI di GIORGIO NARDONE e STEFANO BARTOLI, edizione PONTE ALLE GRAZIE 2019

Fare, rifare, ripetere, ripetere ancora, fermarsi. Ricominciare.

L’AUTORE

Giorgio Nardone insieme a Stefano Bartoli sono due psicologi. Il primo, conosciuto e rinomato anche per le sue frequenti apparizioni televisive. Dirigono insieme il Centro di Terapia Strategica per il miglioramento delle prestazioni nell’ambito sportivo, ma anche aziendale e della leadership.

Recentemente ho potuto apprezzare un’intervista fatta da Luca Mazzucchelli a Giorgio Nardone, pubblicata sul canale YouTube “Psicologia – Luca Mazzucchelli”.

ARGOMENTO

Il libro di oggi è un libro che riguarda la crescita personale, per sviluppare le proprie potenzialità o capire come e dove puntare per poter migliorare sé stessi.

L’argomento principale del libro è sulla crescita personale, di come migliorare le proprie prestazioni. Delle tecniche e dei metodi da adottare per raggiungere la propria eccellenza.

CONTENUTO E CONCETTI

Ci sono alcuni concetti utili che ho trovato nel testo e che sono applicabili ad ognuno di noi, non solo per l’ambito sportivo.

Alcuni dei concetti che mi sono rimasti impressi, applicabili alla vita di tutti i giorni.

NIENTE È FACILE, NIENTE ARRIVA PER CASO

L’eccellere o il migliorare la tua prestazione, in un’attività, in una professione, non arriva dal nulla.

C’è sempre dietro un duro lavoro, fatto di sudore, lacrime e sangue.
Fatto di impegno.

Il risultato lo consegui con la ripetizione e la concentrazione, applicando anche delle tecniche per non perdere la motivazione.

Per evitare appunto di rimanere delusi è necessario procedere a piccoli passi, ripetuti.

Ripeti, segui una pratica, un’attività, in modo costante e continuo anche se può sembrare noioso e difficile.

A volte può capitare di scoraggiarti, perché sembra che sia tutto inutile, perché non vedi miglioramenti o ne vedi pochi.

La soluzione migliore per ovviare allo scoraggiamento è: concentrati sui piccoli passi, ripetuti continuamente.

L’azione ripetuta ossessivamente giorno dopo giorno, entra e fa parte di te e diventa automatica.
Non sarà più, una volta diventata un’abitudine, necessario pensare a quello che stai facendo, non dovrai più utilizzare energia mentale o energia fisica per poterla eseguire.

IL TALENTO SENZA ALLENAMENTO

Un altro punto che è sottolineato nel libro e ripetuto più volte è che il talento conta, ma non è indispensabile.

Il talento senza allenamento, senza coltivare quella qualità, diventa inutile.

Ipotizzando di mettere a confronto due soggetti nella stessa disciplina, uno molto talentuoso e l’altro normale, entrambi che partono dallo stesso livello di esperienza.

Il primo, forte delle sue capacità, non coltiva bene i suoi talenti, l’altro ogni giorno si allena, suda, lavora, batte il martello sul chiodo.

Il risultato è che ad un certo punto, il soggetto che ha lavorato, supera quello con le grandissime qualità che non ha allenato.

FERMATI AL MOMENTO GIUSTO, E RIPARTI

L’ultimo concetto del quale voglio parlarti che mi è rimasto impresso riguarda le piccole ripetizioni giornaliere per poter migliorare le prestazioni.

É importante l’esercizio costante, si, ma non esagerare.

Dovresti fermarti nel momento in cui senti di aver raggiunto un risultato (anche piccolo) gratificante, per non entrare nella fase in cui ti senti stressato.

Se ti eserciti nella tua pratica per quattro ore di fila, ma sei stressato, il risultato sarà che arriverai al giorno dopo con meno energie, sia mentali che fisiche.

Dovresti associare delle sensazioni di piacere all’attività, fermarti quando senti di aver raggiunto una sensazione piacevole.

Facciamo l’esempio che tu voglia leggere di più. Quante volte ci diciamo che dobbiamo leggere di più?

A volte fai delle abbuffate e succede che magari la prima mezz’ora è piacevole, hai una bella sensazione.
Poi ti sforzi di fare di più, ma se superi quel limite e passi in quella fase dove ti dici: “lo sto facendo perché lo devo fare anche se non mi piace”, passi nello stato non produttivo.

Il rischio è di vanificare così i risultati ottenuti e quelli ottenibili, perché non assocerai più l’azione ad un risultato positivo, ma ad una sensazione negativa.

CONCLUSIONI

Il succo del libro è: per migliorare se stessi e le proprie prestazioni bisogna allenarsi, bisogna far pratica tutti i giorni, costantemente, senza esagerazione.

Il risultato così arriva e si riuscirà a superare quel limite che si pensava invalicabile.

Buona lettura.

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Danilo

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